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 | Incontri con defunti e reincarnazione |  |
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dario61
| Registrato: 22/06/09 11:07 |
| Messaggi: 4 |
| Località: pavia |
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Inviato: Dom Set 13, 2009 10:33 pm |
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Ciao a tutti, forse il mio argomento si trova già in altri topics, se qualcuno può rispondermi direttamente o indirizzarmi a risposte già date, gliene sarò grato. Ho avuto un incontro con amici, in cui si discuteva di reincarnazione, e possibili incontri dei nostri parenti defunti dopo la morte.
Qualcuno, argutamente, ha fatto questa domanda: " Come è possibile che sia sempre vero che incontriamo chi ci ha preceduto nell'aldila'? E se si fosse già reincarnato?". E, estendendo la domanda precedente, ne ha posta un'altra: "Come la mettiamo col culto degli antenati di certe tradizioni ( se quelli sono già ritornati)?".
Confesso di essere rimasto spiazzato; ho suggerito varie ipotesi - una era questa: forse il "tempo di rientro" è comunque più lungo di una vita terrestre.. -, ma non sono rimasto convinto, e ho maturato altre domande.
Quello che incontreremo dei defunti - fatte salve le due domande precedenti - è il loro corpo astrale, quello mentale, tutti e due, o la loro Coscienza - nucleo originale che dir si voglia -, o tutte e tre le cose assieme? In altre parole, quanto c'è di realmente loro, e quanto di nostra proiezione?
I tempi di rientro sono diversi per ognuno?
Al di là di tutto ciò, ci terrei tanto che questa vita fosse l'ultima.
Ringrazio chi saprà darmi una risposta.
Grazie.
Dario
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Umberto77
Site Admin
| Registrato: 09/07/05 13:20 |
| Messaggi: 1771 |
| Località: Viareggio |
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Inviato: Lun Set 14, 2009 7:03 am |
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I tuoi dubbi sono più che giustificati, Dario.
In effetti, anche se in altra forma, sono già stati trattati qui:
http://cerchiofirenze77.altervista.org/phpBB2/viewtopic.php?t=356&start=0
Te ne riporto uno stralcio per facilitarti la ricerca:
E' appurato che i nostri cari ci sono sempre vicino, che siano incarnati o disincarnati, il rapporto di amore che ci lega a loro, impedisce ogni altro movimento che non sia quello di una relazione karmica, la quale va completata e, successivamente, consumata, fino a permetterci il massimo grado di unione possibile.
Perciò i piani superiori di di esistenza, ci dovranno vedere necessariamente insieme per il completameto e l'assimilazione del portato del piano fisico.
Questo, forse, vuol dire che loro ci aspettano nell'aldilà e non si reincarneranno fino a chè non li avremo incontrati?
Vuol dire anche questo; ma più che aspettarci, continuano la loro vita in stretto rapporto con noi; ci seguono, ci consigliano, ci stimolano nelle decisioni difficili, proprio come potevano fare quando erano in vita.
L'unica differenza è che noi non siamo consapevoli di questa continuità del rapporto, se non in qualche particolare e rara circostanza in cui sensazioni sfuggevoli ci danno il senso della loro vicinanza.
..........
La loro reincarnazione avverrà, necessariamente in sintonia con la nostra, perchè, come dicevo prima, i legami karmici continuano a essere delle strade parallele che non potranno mai divergere.
Il fatto (possibile) che si possano reincarnare paradossalmente anche dopo cinque minuti la loro morte fisica, così, per esempio, da poterceli ritrovare come nostri figli, non dipende dalla non contemporaneità dei sentire, Cryzio (permettimi di corriggerti ) ma dal meccanismo della reincarnazione, il quale avviene fuori dal tempo cronologico (cioè sul piano akasico).
Cioè i nostri cari, e noi stessi, potremmo vivere per centinaia di anni tutti i livelli dei piani di esistenza superiori al fisico, per, poi, arrivare al completamento della coscienza akasica, la quale farà scattare il meccanismo della reincarnazione collocandola là dove è più opportuno in tutti i tempi e in tutti i luoghi che siano successivi all'ultima nostra morte fisica, così da rispettare la freccia del tempo, conosciuta anche dai nostri Fisici. |
Per quanto riguarda in che forma li incontreremo, è naturale che li percepiremo così come la nostra mente e i nostri sentimenti li ricordano; cioè con lo stesso meccanismo con cui percepiamo la realtà nel mondo fisico. Il loro psichismo, come il nostro, rimane legato alle forme del corpo fisico, ed esprime il mentale e l'astrale dell'ultima incarnazione, seppur esaltato al massimo grado di apertura.
Quindi noi come loro, saremo gli stessi, nella condizione migliore che l'armonia psichica raggiunta, ci potrà permettere.
Come dicevo prima, i tempi del rientro devono coincidere con i rapporti che si instaureranno nella nuova incarnazione, come prosecuzione e completamento di quelli innestati nell'ultima, e "chiariti" dall'incontro nell'aldilà.
Insomma un rapporto di amore, è un legame tale, da non potersi mai più interrompere, ma solo consolidarsi in nuove esperienze, fino a completarsi in una comunione completa con l'oggetto del nostro amore.
Anch'io vorrei che questa incarnazione fosse l'ultima, Dario. Ma se questo non mi permettesse di rendermi autonomo nei piani superiore di esistenza, è bene che ritorni sulla Terra.
Coraggio! 
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