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Ines77
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Inviato: Dom Ago 10, 2008 10:22 am |
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...Allora, che cosa è stato quel Cerchio che una felice esigenza editoriale, al momento di aprire l'Insegnamento maturato al chiuso di una "scuola" solo apparentemente privilegiata, si è autodefinito Cerchio Firenze 77, con ciò indicando sinteticamente una data, una città di avvio - la città natale di Roberto - e un gruppo di amici raccolti intorno al "fuoco" delle Voci, nella notte del mondo?
Ora meglio comprendiamo che il Cerchio è stato l'occasione necessaria, secondo un Disegno di inesplorabile vastità e profondità, affinché un Sapere destinato ai secoli dell'uomo, al cuore profondo dell'uomo, fosse seminato "in terra" e trovasse, in quel buio dei tempi, il terreno fertile e protetto perché il seme attecchisse indisturbato e, via via, crescesse fino a diventare il nuovo Albero della Conoscenza per tutta un'umanità in attesa, oltre ogni limitazione di spazio e di tempo, la quale umanità potrà nutrirsi del dono dei suoi frutti, e ristorarsi alla sua grande ombra, e stringersi intorno ad esso come ad un nuovo patto col divino interiore.
Allora, e di conseguenza, chi è stato Roberto, grazie al quale tutto ciò che il grande Disegno prevedeva si è realizzato?, senza il cui dono di se stesso niente si sarebbe potuto realizzare?
Dopo la sua scomparsa fisica molto si è detto e scritto di questo "uomo invisibile " - come doveva essere e come infatti è stato secondo quel Disegno impersonale che egli è venuto a compiere. Si è detto e scritto che è stato un grande medium - con un termine preso dallo spiritismo; e che è stato un uomo tranquillo, taciturno, equanime, mansueto, restio ad imporsi, reciso nel non attribuirsi la Potenza che per suo mezzo si manifestava e che lui per primo stupiva - con attributi che sembrano presi dall'agiografia dei mistici e dei "piccoli santi" d'altri tempi, quelli destinati alla postuma adorazione dei semplici di spirito, che non si pongono domande.
Non c'è dubbio che, nei modi dell'apparenza, Roberto fosse e apparisse anche questo, cioè un medium prodigioso per la fenomenologia che spontaneamente esprimeva, nonché una creatura "morta a se stessa", assennato e distaccato in quel mondo esagitato e delirante dello spiritismo, della cosiddetta parapsicologia, che lo rasentò e talvolta lo ferì ma al quale egli fu totalmente estraneo grazie alla sua "divina normalità" e alla sua superiore ironia.
Al di là di queste plausibili apparenze, si deve tuttavia dire che Roberto è stato - a volerlo proprio identificare - un Iniziatore, il perfetto strumento di quella Potenza, di quella Pura Coscienza che, indicando all'uomo di buona volontà il suo grande destino, non poteva analogamente che manifestarsi e rappresentarsi "in terra" mediante quell'uomo di buona volontà e dal grande destino - ma invisibile e impersonale come i maestri le cui Voci dissero, qualificandosi:
"Siamo solo una voce senza corpo, un'identità senza nome, una dottrina senza autorità, un messaggio scritto sulla sabbia di un deserto ventoso ".
A proposito di Roberto, presenza costante nel mio presente, vorrei concludere con un fatto riferito da Krishnamurti. Prima di cominciare a pensare con la sua testa - egli disse una volta - gli avevano inculcato e l'avevano convinto di essere il veicolo dell'Istruttore del Mondo; ma quando cominciò a pensare, volle scoprire che cosa si intendesse per Istruttore del Mondo, che cosa volesse dire, da parte Sua, prendere un veicolo, e che cosa mai significasse la Sua manifestazione in questo mondo. Così conclude Krishnamurti: "Di proposito sarò vago, poiché per quanto facile mi sarebbe precisare, non è mia intenzione farlo, visto che, quando si definisce una cosa, cerca di dare una interpretazione che nella mente degli altri prende una forma definita da cui sono legati e dalla quale dovranno poi liberarsi".
In modo analogo, per questo Insegnamento di liberazione e per colui che gli si è fatto libero e perfetto strumento, è meglio davvero non precisare, non definire oltre, proprio per non creare altri vincoli, altri feticci, altri santi, altre pastoie al libero pensare e sentire dell'uomo.
Oltretutto, il silenzio di Roberto è sacro.
Come ogni macchina lavora perché è stata costruita secondo i principi che regolano la fenomenologia del piano fisico così l'universo esiste perché si fonda su precise leggi. Queste leggi hanno la loro radice nel grande piano divino, poiché qui la loro ragione di esistenza, ma si manifestano e vigono su ciascun piano, regolandone la vita.
La conoscenza di tali leggi è visione del reale. Ignorarle non vuol dire che non esistano o che non abbiano i loro effetti. Si ignorano troppe cose ed è per questo che si soffre.
Ignorare significa non sapere, ma si può non sapere proprio per non voler sapere, oltre che per non poterlo! Lo scopo di questo insegnamento è di farvi conoscere quelle leggi.
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